Efficacia degli Interventi Psicosociali nella Gestione del Distress Psicologico nei Pazienti affetti da Carcinoma Polmonare

Debora Serafin,
Azienza Ospedaliero Universitaria Pisana, Medical Oncology Unit, Pisa

L’incidenza di disordini dell’umore, in particolare della depressione maggiore, è maggiore nei pazienti oncologici rispetto alla popolazione generale: i pazienti possono soffrire di depressione prima, durante o dopo il trattamento oncologico.

La probabilità di soffrire di depressione è aumentata se i pazienti presentano alcuni fattori di rischio tra cui: precedente diagnosi o storia familiare di depressione o ansia, mancanza di sostegno da parte di amici o familiari, problematiche finanziarie.

I pazienti con depressione di solito beneficiano di un trattamento specializzato: per la depressione moderata o grave, una combinazione di trattamento psicologico e farmaci è spesso l’approccio più efficace; nel caso di pazienti con depressione lieve, il consulto con lo psichiatra può essere sufficiente per alleviare i sintomi depressivi.

Tra i tumori con una maggiore correlazione tra la diagnosi oncologica e l’incidenza di disturbi dell’umore vi è il carcinoma polmonare.

Durante il MASCC 2022 è stato presentato un abstract da Jang et al. riguardo l’efficacia dell’intervento psicosociale (PSI) nella gestione dei disturbi dell’umore nei pazienti affetti da carcinoma polmonare. Si tratta di una metanalisi che ha incluso sette studi per un totale di 710 partecipanti: l’analisi dei dati ha dimostrato che il PSI ha avuto effetti significativi sull’ansia (SMD = -0,57, 95% CI: da -0,98 a -0,15, p=.007, I2 = 83%) e sulla depressione (SMD = – 0,78, IC 95%: da -1,12 a -0,45, p<0,001, I2 = 65%).

Tuttavia, non è stata trovata alcuna prova degli effetti del PSI sulla qualità della vita. Questa analisi ha rivelato che il PSI potrebbe essere uno strumento efficace nella gestione del distress psicologico dei pazienti con carcinoma polmonare ma sono tuttavia necessari ulteriori trials clinici randomizzati sul PSI standardizzato che riflettano le diverse caratteristiche dei pazienti.

L’American Society of Clinical Oncology (ASCO) raccomanda lo screening per la depressione che dovrebbe avvenire al momento della diagnosi di cancro, nonché durante e dopo il trattamento.

La diagnosi precoce dei disturbi dell’umore nel paziente oncologico tramite un approccio multidisciplinare (oncologo-psicologo-psichiatra) permette un impatto importante sulla qualità della vita e sull’aderenza ai trattamenti oncologici stessi. Da tali collaborazioni possono essere monitorare con attenzione anche tutte le potenziali interazioni tra psicofarmaci e agenti antineoplastici.

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