Fausto Roila oncologo medico, Perugia, Sonia Fatigoni S.C. Oncologia, Ospedale, Perugia.


L’agopuntura è una delle più vecchie procedure mediche usate per stimolare punti anatomici specifici, in base all’effetto che si vuole ottenere. Nel corso del tempo si è diversificata includendo un’ampia gamma di stili e tecniche. Stili comuni comprendono l’agopuntura Tradizionale Cinese, Giapponese, Koreana, Vietnamita e l’agopuntura Francese così come tecniche specializzate quali l’agopuntura della mano, dell’orecchio e del cuoio capelluto. Oltre agli aghi, l’agopuntore può utilizzare la pressione manuale, la stimolazione elettrica, il laser a bassa potenza, il calore e gli ultrasuoni. Nonostante queste diversità le tecniche più frequentemente utilizzate sono la manipolazione manuale, agopressione, e la stimolazione elettrica di aghi sottili, solidi e metallici inseriti nella cute, chiamata elettroagopuntura che ha dimostrato effetti specifici diversi dall’agopuntura tradizionale ad una valutazione tramite risonanza magnetica funzionale (1, 2). L’agopressione si basa sul sistema dei punti simile all’agopuntura, ma in questo caso l’operatore usa le dita o un dispositivo per esercitare pressione sui punti del corpo senza l’inserimento di aghi (3).

Numerose indagini hanno suggerito che l’agopuntura è la terapia medica complementare più facilmente raccomandata dai professionisti della medicina convenzionale in un ambiente ricco di risorse. Nel 2012 negli Stati Uniti, l’agopuntura è stata utilizzata da una popolazione adulta stimata in 3,8 milioni di persone o dall’1,5% della popolazione adulta. Le più comuni condizioni trattate erano dolore alla schiena, dolore al collo, dolore articolare, cefalea, raffreddore e bronchite. Altre condizioni comunemente trattate con la agopuntura sono la fatigue, l’ansia, l’insonnia e la depressione.

In questo articolo approfondiremo alcune applicazioni dell’agopuntura in oncologia, ma prima di ciò, è necessaria una premessa sulle basi, gli scopi e la teoria dell’agopuntura, necessaria per comprendere le difficoltà e i limiti nella conduzione di studi clinici e nell’interpretazione dei risultati.

Base e scopo dell’agopuntura

L’obiettivo dell’agopuntore è di mantenere con l’agopuntura un bilancio in armonia del corpo sia internamente che nell’ambiente esterno, basandosi sul pensiero orientale che percepiva il mondo come dinamico ed interconnesso. Per l’agopuntore isolare e trattare un sintomo singolo ha poco senso. I sintomi sono tipicamente considerati entro il contesto più ampio della salute generale dell’individuo: basandosi sui principali disturbi del paziente lo scopo dell’agopuntore è di comprendere lo squilibrio di fondo del sistema interconnesso del corpo. I trattamenti con l’agopuntura sono d’altronde individualizzati e due pazienti con gli stessi sintomi spesso non ricevono lo stesso trattamento. Lo stesso paziente, inoltre, potrebbe non ricevere lo stesso trattamento nelle visite successive.

L’agopuntura è basata sulla teoria che il corpo ha una rete di meridiani o canali tramite cui l’energia vitale (qi) scorre per mantenere e promuovere la salute. I blocchi o le carenze nel flusso del qi attraverso questi meridiani contribuiscono allo sviluppo di dolore e di altri sintomi. Quindi l’obiettivo terapeutico dell’agopuntura è di restaurare il flusso regolare di qi. I punti dell’agopuntura rappresentano specifiche localizzazioni lungo i meridiani dove è possibile accedere e regolare qi migliorando il suo flusso e influenzando così i sistemi e le funzioni fisiologiche interconnesse. Ne risulta che la specificità dei punti dell’agopuntura è un concetto fondamentale in agopuntura perchè differenti punti esercitano distinti effetti terapeutici in base alle loro posizioni anatomiche e ai percorsi dei meridiani.

L’agopuntore e il paziente

L’agopuntore raccoglie una storia dettagliata per comprendere i principali disturbi ed i sintomi presentati, lo stato emotivo e i fattori legati allo stile di vita del paziente così da valutarne lo stato di salute. Per realizzare questo, usa varie tecniche diagnostiche basate su i 4 pilastri di valutazione dell’agopuntura: ispezione, auscultazione, indagine e palpazione. La teoria della medicina tradizionale Cinese è che numerosi fattori esterni riflettano lo stato degli organi interni e dovrebbero essere usati per la diagnosi. Questi includono la cute, la carnagione, le ossa, i canali, gli odori, i suoni, lo stato mentale, le preferenze, le emozioni, i comportamenti e la corporatura robusta. Stabilita la diagnosi, sottili aghi metallici vengono inseriti precisamente in punti definiti per correggere la rottura dell’armonia. Nell’agopuntura classica, ci sono 365 punti di agopuntura localizzati in 14 meridiani colleganti il corpo. I 14 meridiani sono associati a specifici organi, sebbene questi sono organizzati differentemente dal nostro sistema anatomico. Con il tempo sono stati aggiunti altri punti di agopuntura ed il numero totale è stato di almeno 2000. In pratica però l’agopuntore utilizza solo 150 punti.

In una sessione tipica vengono usati da 5 a 20 aghi. Ogni sessione dura circa un’ora sebbene talora possa essere di più breve durata (15 minuti). Una volta inseriti, gli aghi vengono lasciati per 10-15 minuti mentre il paziente sta disteso rilassato. Gli aghi sono rimossi alla fine della sessione. Il trattamento viene eseguito una o due volte alla settimana ed il numero totale delle sessioni è variabile in base alla condizione, la gravità della malattia e la cronicità. L’agopuntura giapponese si distingue per aghi più sottili e utilizza aghi più superficiali con poca o nessuna manipolazione.

Il preciso meccanismo d’azione dell’agopuntura non è stato chiarito; sono stati proposti vari modelli per spiegarne l’effetto, ad esempio, le citochine, gli ormoni (cortisolo e ossitocina), il sistema immunitario, il sistema nervoso somatico e autonomo e l’effetto elettromagnetico. I dati purtroppo sono troppo inconsistenti o inadeguati per trarre conclusioni definitive. Un’ipotesi è che l’agopuntura funzioni attraverso la manipolazione di specifici percorsi neuronali /corticali.

Le sfide della ricerca

Molti sono i problemi della ricerca sull’agopuntura; in particolare il fatto che gli studi randomizzati hanno spesso un campione di pazienti inadeguato, un follow-up di breve durata, obiettivi non ben precisati e analisi statistica inadeguata. Spesso il trattamento eseguito con agopuntura non è standardizzato come avviene negli studi clinici randomizzati. I ricercatori hanno provato ad eseguire trials pragmatici (dove agli agopuntori viene data piena libertà) o studi che usano trattamenti semi standardizzati (dove gli agopuntori eseguono il trattamento su punti obbligatori assegnati ma con opzioni individualizzate aggiuntive).

Negli Stati Uniti, nelle scuole accreditate, vengono insegnati almeno otto differenti stili di agopuntura con differenze riguardo ai punti dove è necessario mettere gli aghi, su come l’ago dovrebbe essere manipolato, per quanto tempo dovrebbe essere lasciato e quale è la risposta al trattamento del paziente. Tutto ciò rende molto complesso capire se i risultati di uno studio con uno specifico tipo di agopuntura possa essere generalizzato ed esteso anche agli altri tipi.

Un altro problema negli studi è l’impiego di gruppi di controllo diversi: la falsa agopuntura, che prevede un dispositivo ad ago non penetrante; la fittizia agopuntura, che prende di mira punti non agopunturali con aghi superficiali anziché profondi; controlli dell’attenzione (che mira ad eliminare l’effetto placebo legato all’attenzione, al tempo dedicato dal terapeuta e all’ambiente in cui avviene la seduta); controlli dell’attesa (è la convinzione del paziente che il trattamento avrà un effetto benefico data l’alta aspettativa positiva).

E’difficile, inoltre, effettuare uno studio doppio cieco in quanto gli agopuntori riescono a distinguere un trattamento reale da uno “falso”.

E’in atto anche una controversia riguardo l’appropriatezza della procedura di falsa agopuntura come controllo della ricerca sull’agopuntura. Queste false agopunture comportano, infatti, un contatto fisico con il paziente e gli aghi placebo sono stati mostrati attivare il sistema somatosensoriale in una maniera simile agli aghi della vera agopuntura e molti studi suggeriscono che c’è poca differenza negli effetti terapeutici tra vera e falsa agopuntura. Ad esempio, una metanalisi di studi randomizzati controllati dell’agopuntura per il trattamento del dolore che includeva sia falsa che vera agopuntura e braccio senza trattamento (studi a tre bracci) ha trovato una superiorità dell’agopuntura “vera” rispetto alla “falsa” così modesta da non essere clinicamente rilevante. Al contrario, però, in una metanalisi successiva, includente 39 studi e almeno 21.000 pazienti, il trattamento di differenti condizioni di dolore (osteoartrite, cefalea cronica, dolore muscoloscheletrico e della spalla) con vera agopuntura era superiore nel controllo del dolore sia rispetto alla falsa agopuntura che al non trattamento.

Una facile spiegazione per questi risultati contrastanti in studi clinici randomizzati di alta qualità è che sia la vera che la falsa agopuntura determinino benefici terapeutici attraverso un forte effetto placebo. Una possibilità alternativa è che, come detto prima, le procedure di agopuntura falsa non siano fisiologicamente inerti e suscitino processi biologici simili all’agopuntura vera. Nonostante queste difficoltà numerosi studi hanno confrontato le procedure di agopuntura vera e falsa e/o la terapia usuale nel tentativo di valutare l’efficacia dell’agopuntura vera. C’è stato un sostanziale aumento di evidenze che supportano l’uso dell’agopuntura per vari tipi di dolore. Questo ha determinato l’inclusione dell’agopuntura in molte linee guida cliniche per il trattamento del dolore.

Precauzioni e controindicazioni dell’agopuntura

Poche sono le controindicazioni assolute al trattamento con agopuntura, essendo questa generalmente sicura e ben tollerata.

L’agopuntura dovrebbe essere evitata in pazienti con neutropenia grave, come ad esempio dopo la somministrazione di chemioterapia altamente mielosoppressiva.

L’inserimento di aghi nei siti di infezione attiva o tumorali è controindicato, per il rischio teorico nel caso di tumori maligni, di causare metastasi.

L’elettroagopuntura dovrebbe essere evitata in pazienti con pace maker o defibrillatore impiantati a causa del rischio di interferenza elettrica con i dispositivi. La agopuntura tradizionale è d’altronde sicura in questi pazienti.

Ci sono altre condizioni che non sono controindicazioni, ma richiedono considerazioni speciali:

  • la gravidanza non è una controindicazione poiché l’agopuntura è stata usata e studiata per le condizioni gestazionali come presentazione podalica e la nausea gravidica. L’agopuntore dovrebbe comunque essere informato dello stato di gravidanza della paziente, perchè la stimolazione di alcuni punti dell’agopuntura possono indurre il travaglio.
  • i disturbi della coagulazione e l’uso di anticoagulanti non sono controindicati per il trattamento con l’agopuntura. L’agopuntore dovrebbe essere comunque avvisato di ogni rischio di sanguinamento.

Sicurezza ed eventi avversi dell’agopuntura

L’agopuntura è generalmente sicura, ma può indurre comunque complicanze che includono trasmissione di malattie infettive, frammenti di ago ritenuto, e, molto raramente, pneumotorace, pneumoperitoneo, punture di organi, tamponamento cardiaco e osteomielite. Complicanze locali possono includere sanguinamento, dermatite da contatto, infezioni, dolore e parestesie. I medici dovrebbero usare aghi sterili monouso per prevenire la trasmissione di malattie.

Segnalazioni di eventi avversi maggiori sono molto rare e sono usualmente associate ad agopuntori scarsamente addestrati o senza licenza.

Per un più dettagliato esame delle controindicazioni, le precauzioni, gli eventi avversi rimandiamo ad una recente pubblicazione sulla rivista Supportive Care in Cancer (4).

Adesso valuteremo l’efficacia dell’agopuntura come terapia di supporto per i pazienti neoplastici.

Dolore cancro-correlato

L’agopuntura è spesso usata in ambiente oncologico e potrebbe essere utile per il trattamento del dolore. Nel 2022 la Society for Integrative Oncology (SIO) e l’American Society for Clinical Oncology (ASCO) hanno pubblicato una linea guida congiunta sull’uso delle terapie integrative nel dolore da cancro con le seguenti raccomandazioni sull’uso dell’agopuntura e dell’agopressione (5):

1. L’agopuntura potrebbe essere offerta a pazienti che provano dolore generale o dolore muscoloscheletrico da cancro.

In virtù della buona tolleranza e delle evidenze di un beneficio moderato, un trattamento con agopuntura può essere offerto ai pazienti neoplastici con dolore cronico da cancro incluso il dolore muscoloscheletrico. Il trattamento dovrebbe essere interrotto dopo poche sedute a meno che non ci sia un dimostrato beneficio. Tale raccomandazione deriva da multiple metanalisi che hanno valutato i benefici dell’agopuntura e dell’agopressione per una varietà di dolore correlato al cancro incluso un dolore generale o muscoloscheletrico non correlato all’uso di inibitori delle aromatasi e del dolore postchirurgico.

-Nel 2015 una revisione Cochrane di 5 studi randomizzati (uno solo includeva un gruppo di controllo che effettuava una falsa agopuntura, gli altri confrontavano l’agopuntura con il placebo o con analgesici somministrati per via sistemica) in 285 pazienti con dolore da cancro concludeva che c’erano evidenze insufficienti per giudicare se l’agopuntura era efficace per il trattamento del dolore da cancro indotto da varie eziologie negli adulti (6).

– Conclusioni simili erano raggiunte in una successiva revisione Cochrane dell’agopuntura per il dolore da neuropatia periferica in adulti che includeva la neuropatia cancro correlata (7).

– Al contrario un beneficio dell’agopuntura e dell’agopressione nel ridurre il dolore da cancro era supportato da una revisione sistematica e metanalisi più rigorosa di 17 studi randomizzati con 1111 pazienti, di cui 7 studi erano controllati con falsa agopuntura (8). L’endpoint primario era l’intensità del dolore misurato da un punteggio da 1 a 10 del Brief Pain Inventory, da una scala di valutazione numerica, una scala analogica visiva, e una scala di valutazione verbale. Dei 17 studi 13 si concentravano su di uno specifico tipo di dolore da cancro (sei sull’artralgia associata all’uso di inibitori dell’aromatasi, due sul dolore da cancro del polmone, uno sul dolore da cancro dello stomaco, uno sul dolore da cancro del pancreas, uno sul dolore neuropatico in pazienti neoplastici, uno sul dolore da metastasi ossee ed uno su un dolore persistente dopo una procedura chirurgica) mentre quattro valutavano il dolore da cancro in generale con un mix di diagnosi.

– Un’analisi dei 7 studi che avevano come braccio controllo la falsa agopuntura, studi che erano giudicati di alta qualità e a basso rischio di errori, evidenziava che l’agopuntura vera, rispetto a quella falsa, era associata ad una riduzione dell’intensità del dolore (-1,38 punti). Negli studi senza il controllo della falsa agopuntura, un’associazione favorevole era notata quando l’agopuntura e l’agopressione erano combinate con la terapia analgesica versus una terapia analgesica da sola (6 studi con una differenza nell’intensità media di dolore pari a -1,44 punti) e in 2 studi di agopuntura o agopressione associate a terapia analgesica da sola ad una riduzione della dose di oppiacei (differenza media -30 mg). In questa metanalisi la qualità delle evidenze era giudicata intermedia e la forza della raccomandazione moderata a causa di una sostanziale eterogeneità degli studi.

– Un successivo studio randomizzato di elettroagopuntura versus agopuntura auricolare versus la terapia usuale per il dolore cronico muscoloscheletrico includeva 360 pazienti neoplastici lungo sopravviventi che ricevevano 10 sedute di agopuntura dal basale a 12 settimane (la durata dell’endpoint primario). Il gruppo sottoposto alla terapia usuale riceveva analgesici, terapia fisica, iniezioni di corticosteroidi (9). Confrontata con la terapia usuale l’elettroagopuntura riduceva l’intensità del dolore di 1,9 punti su una scala da 0 a 10 e l’agopuntura auricolare riduceva l’intensità del dolore di 1,6 punti dal basale alla 12 settimana. Lo studio non evidenziava la non inferiorità dell’agopuntura auricolare rispetto alla elettroagopuntura. Gli eventi avversi erano lievi, solo il 10% di quelli riceventi l’agopuntura auricolare e l’1% di quelli riceventi l’elettroagopuntura interrompevano il trattamento per eventi avversi. Le conclusioni erano che l’elettroagopuntura e l’agopuntura auricolare ottenevano una maggior riduzione del dolore rispetto alla terapia usuale e che l’agopuntura auricolare non dimostrava la non inferiorità rispetto all’elettroagopuntura e determinava più eventi avversi.

2. L’agopuntura o l’agopressione potrebbe essere offerta a pazienti sottoposti a chirurgia della neoplasia o altre procedure correlate al cancro come la biopsia del midollo osseo.
Procedure come la chirurgia, la biopsia del midollo osseo o l’embolizzazione del tumore determinano dolore acuto che richiede trattamento analgesico per via endovenosa o orale.
Sono stati eseguiti 12 studi randomizzati che hanno valutato l’efficacia dell’agopuntura o dell’agopressione in queste procedure (5). Tutti gli studi presentano limiti per uno scarso numero di pazienti arruolati ed un alto rischio di errori. Tra questi, due riguardavano l’agopressione per il dolore da aspirazione del midollo osseo in cui, in uno, si riduceva significativamente la proporzione di pazienti con dolore grave (2,7% versus 20%) e nell’altro si riduceva il dolore della procedura rispetto alla falsa agopressione.

La sindrome da dolore postmastectomia è un dolore cronico neuropatico che può durare oltre tre mesi, causato dalla sezione o dal trauma del nervo intercostobrachiale durante una dissezione dei linfonodi ascellari in pazienti con cancro della mammella, dolore che interessa il torace, l’ascella, l’arto superiore e talora la spalla. Colpisce il 20%-72% delle pazienti.
L’agopuntura è un’efficace strategia di trattamento dei sintomi associati alla chirurgia del cancro della mammella, includenti il dolore, l’intorpidimento, la limitata gamma di movimenti ed il linfedema.
Uno studio multicentrico condotto in Cina ha arruolato 576 pazienti da sottoporre a mastectomia, che venivano randomizzate a ricevere una falsa agopuntura versus un singolo punto di agopuntura versus punti combinati di agopuntura (10). La stimolazione elettrica transcutanea dei punti di agopuntura era applicata per 30 minuti prima dell’induzione dell’anestesia. Il gruppo di controllo della falsa agopuntura aveva gli elettrodi attaccati all’ago ma non veniva stimolato. L’anestesista ed il chirurgo non erano a conoscenza degli interventi. Dopo 6 mesi una sindrome dolorosa postmastectomia era riportata dal 34,6% del gruppo di controllo versus il 22,1% del gruppo con punti combinati di agopuntura. Questo studio supporta il ruolo dell’elettroagopuntura nel ridurre la sindrome dolorosa postmastectomia.

Infine di 9 studi riguardanti il dolore postoperatorio in 6 l’agopuntura non aveva vantaggi rispetto al braccio di controllo mentre in 3 studi l’agopuntura riduceva il punteggio del dolore. In questi studi le raccomandazioni del SIO e dell’ASCO avvengono con qualità dell’evidenze bassa e forza di raccomandazione debole. In ogni caso il beneficio potenziale superava il rischio per cui è stato consigliato l’uso dell’agopuntura e dell’agopressione per ridurre il dolore postoperatorio e procedurale.

3. L’agopuntura dovrebbe essere offerta a pazienti con dolori articolari associati all’uso di inibitori delle aromatasi.

I più comuni eventi avversi degli inibitori dell’aromatasi sono i sintomi muscoloscheletrici che spesso determinano l’interruzione della terapia.
L’agopuntura è stata valutata in 4 revisioni sistematiche e 5 studi randomizzati controllati in pazienti con dolori articolari e muscolari da inibitori dell’aromatasi (5). L’evidenza più significativa è quella di uno studio di fase III in 226 donne in menopausa con dolore moderato-severo che confrontava la vera agopuntura versus la falsa agopuntura e versus un gruppo di controllo che non riceveva alcun trattamento (11). Dopo 6 settimane la riduzione del dolore con la vera agopuntura era significativamente superiore rispetto a quella della falsa agopuntura e del gruppo di controllo (il dolore valutato con il Brief Pain Inventory – Worst Pain si riduceva di 2,05 punti con la vera agopuntura, di 1,07 punti con la falsa agopuntura e di 0,99 punti con il gruppo di controllo. Inoltre dopo 6 settimane c’erano più pazienti che presentano una riduzione del dolore clinicamente significativo (una riduzione di almeno due punti del BPI-WP) nel 58% versus 31% versus 30%, rispettivamente delle pazienti. La qualità delle evidenze era intermedia e la forza della raccomandazione moderata (11).

4. L’agopuntura o l’agopressione potrebbe essere offerta a pazienti che provano una neuropatia periferica indotta dalla chemioterapia.

Al tempo della linea guida SIO-ASCO c’erano 2 revisioni sistematiche e metanalisi e 7 studi randomizzati controllati con piccolo numero di pazienti che hanno valutato l’efficacia dell’agopuntura nel trattare il dolore indotto dalla neurotossicità della chemioterapia. Non vi sono state tossicità rilevanti e molti studi hanno mostrato un beneficio dell’agopuntura (5).

In uno studio di fase II in 75 pazienti la vera agopuntura era associata ad una significativa riduzione del dolore da chemioterapia a differenza della falsa agopuntura e della cura usuale (1,75, 0,91 e 0,19 punti in una scala da 0 a 10, rispettivamente (12). Purtroppo lo scarso numero di pazienti e il rischio elevato di errori negli studi ha determinato un basso livello di evidenze e debole forza della raccomandazione.

Dopo la pubblicazione della linea guida SIO-ASCO gli interventi basati sull’agopuntura per il trattamento della neuropatia periferica indotta dalla chemioterapia sono stati sottoposti a varie revisioni sistematiche e network metanalisi (13). Una di queste ha analizzato 33 studi che hanno arruolato 2027 pazienti con evidenza di superiorità rispetto alla terapia usuale, farmaci e supplementi dietetici nel migliorare i sintomi della neuropatia, il dolore e la qualità di vita dei pazienti. In questa network metanalisi l’elettroagopuntura era superiore rispetto agli altri interventi basati sull’agopuntura (14). In un’altra network metananalisi di 13 studi randomizzati che hanno coinvolto 746 pazienti sono state valutate sei tipi di agopuntura. L’elettroagopuntura era il trattamento più efficace (15). Un’altra metanalisi che ha valutato 11 studi randomizzati con 740 pazienti ha evidenziato che l’agopuntura determina una maggiore riduzione del dolore se somministrata con più alta frequenza e con regimi di più lunga durata (16). Un’ulteriore metanalisi che ha incluso 21 studi con 2121 pazienti ha evidenziato che, in confronto al gruppo di controllo, l’agopuntura riduceva moderatamente l’intensità del dolore neuropatico, migliorava le scale di valutazione della neurotossicità (NCI-CTCAE) e la qualità di vita (17). La più recente network metanalisi di 27 studi che includevano 2136 pazienti pubblicata online nel febbraio 2026, ha valutato vari interventi non farmacologici per la neuropatia periferica indotta dalla chemioterapia quali l’agopuntura, l’esercizio fisico, la crioterapia e la terapia compressiva (18). In questo studio l’esercizio fisico era superiore a tutti gli altri interventi nell’alleviare efficacemente la neurotossicità. L’agopuntura dimostrava una efficacia superiore nel migliorare sia i sintomi sensitivi che motori della neuropatia periferica, ridurre il dolore neuropatico e l’incidenza della neuropatia periferica.

Purtroppo, queste metanalisi venivano effettuate analizzando studi randomizzati che spesso erano mal pianificati, con arruolamento di pochi pazienti (la media del numero di pazienti negli studi delle 4 metanalisi è di 72 pazienti circa per studio), gruppo di controllo non sempre con falsa agopuntura e studi male interpretati. Metanalisi di studi di questo tipo danno risultati inconsistenti; infatti nelle conclusioni spesso si rimanda ai risultati di ulteriori studi per definire il ruolo dell’agopuntura. Noi crediamo che siano necessari studi di alta qualità, attualmente mancanti, per definire il ruolo dell’agopuntura nel controllo della neuropatia periferica indotta dalla chemioterapia.

In conclusione nel dolore cancro-correlato gli studi sull’agopuntura evidenziano molti problemi metodologici e quindi un alto rischio di errori nella loro interpretazione. La qualità delle evidenze è stata ritenuta intermedia con forza della raccomandazione moderata solo per quanto riguarda l’uso dell’agopuntura nel trattamento del dolore generale e muscolo scheletrico, delle artralgie indotte dagli inibitori dell’aromatasi e della sindrome dolorosa postmastectomia.

Nausea e vomito indotto da chemioterapia

L’agopuntura può essere utilizzata insieme alla terapia antiemetica convenzionale come terapia aggiuntiva efficace e sicura per il controllo della nausea e del vomito correlati alla chemioterapia. Per pazienti con nausea e vomito indotti da chemioterapia nonostante un’adeguato regime antiemetico profilattico ci sono evidenze insufficienti per arrivare ad una raccomandazione sia a favore che contro l’uso di agopuntura / agopressione. D’altronde dato il basso potenziale di danni un tentativo di eseguire l’agopuntura / agopressione è ragionevole per pazienti che lo desiderano.

Molte tecniche sono state utilizzate per stimolare il punto pericardium 6 (P6 o Neiguan) che è considerato utile per il controllo della nausea e del vomito indotto da chemioterapia. Queste includono la stimolazione manuale con l’inserzione di aghi sottili (agopuntura), l’agopuntura con stimolazione elettrica (elettroagopuntura) e la pressione non invasiva sulla pelle sopra il punto P6 (agopressione).

Molti studi hanno valutato il beneficio dell’agopuntura e dell’agopressione per il controllo della nausea e del vomito indotto da chemioterapia ma, sfortunatamente, l’interpretazione dei risultati degli studi randomizzati è danneggiata da un alto rischio di errori in molti studi, dalla mancanza di un gruppo di controllo sottoposto a falsa agopuntura e dalla mancata standardizzazione dei metodi del trattamento e gruppi di confronto che non riflettono la moderna terapia antiemetica.

Una revisione sistematica dell’agopuntura pubblicata nel 2013 ha incluso 11 studi randomizzati in cui veniva valutata la nausea ed il vomito, 8 dei quali erano considerati ad alto rischio di errori (19). Solo uno studio aveva un basso rischio di errori e dimostrava un beneficio a breve termine dell’elettroagopuntura dopo chemioterapia per cancro della mammella (20). Le conclusioni degli autori, basate su questo ultimo studio, erano che l’agopuntura potrebbe essere considerata un appropriato trattamento aggiuntivo per il trattamento della nausea e del vomito indotto da chemioterapia ma che sono necessari ulteriori studi.

In uno studio134 pazienti sottoposti a chemioterapia erano randomizzati a ricevere la vera agopuntura versus la falsa agopuntura in aggiunta alla terapia antiemetica standard. I partecipanti ricevevano due sessioni di agopuntura il primo giorno della somministrazione della chemioterapia ed una sessione ogni giorno per altri 4 giorni. L’agopuntura vera non migliorava la proporzione di pazienti con un controllo completo della nausea e del vomito ma riduceva modestamente la intensità della nausea e del vomito dal giorno 4 al giorno 21 (21).

In un altro studio, in cui 500 pazienti che ricevevano chemioterapia erano randomizzati a ricevere braccialetti per digitopressione versus un gruppo di controllo con falsa agopressione e versus la convenzionale terapia antiemetica, non si evidenziavano differenze statisticamente significative tra i tre bracci di trattamento riguardo al controllo della nausea, del vomito, o della qualità di vita sebbene i punteggi mediani della nausea nei 4 cicli di chemioterapia erano talvolta più bassi con la vera che con la falsa agopressione (22). Nonostante i pazienti percepissero i braccialetti per digitopressione come efficaci nel trattamento della nausea indotta da chemioterapia questi di fatto erano effetto placebo.

Le linee guida internazionali sono discordanti: – quelle ASCO del 2020 suggeriscono che le evidenze sono insufficienti per una raccomandazione a favore o contro l’uso di agopuntura/agopressione per prevenire la nausea ed il vomito indotto da chemioterapia (23); – quelle del 2018 in collaborazione tra SIO e ASCO, come terapie integrative in pazienti con cancro della mammella, suggerivano che l’agopressione e l’elettroagopuntura potrebbero essere considerate un aggiunta al trattamento antiemetico per controllare la nausea ed il vomito da chemioterapia (24); – infine quelle MASCC/ESMO suggeriscono che le terapie complementari o le terapie non farmacologiche non possono rimpiazzare le raccomandazioni inerenti i farmaci antiemetici e che, se si considera una terapia complementare o non farmacologica, questa dovrebbe essere usata in aggiunta ai regimi antiemetici raccomandati dalle linee guida (25). Inoltre l’uso dell’agopuntura o dell’elettroagopuntura, dove appropriato e come un’aggiunta agli antiemetici standard, è suggerito per il trattamento della nausea e del vomito da chemioterapia, particolarmente il vomito acuto. Infine non si può raccomandare l’uso dell’agopressione o dell’agopressione auricolare a causa di evidenze contrastanti, mentre l’uso della stimolazione elettrica non invasiva non è raccomandato (25).

Fatigue cancro-correlata

L’agopuntura sembra essere utile per la fatigue cancro-correlata nei pazienti lungo sopravviventi. I dati sono meno robusti, invece, nei pazienti con fatigue durante la terapia attiva del cancro. Pertanto, data la sicurezza complessiva di questo approccio e la facilità che i benefici siano superiori ai danni, ai pazienti interessati può essere offerto di partecipare a un tentativo con agopuntura se i sintomi di moderata e grave fatigue persistessero nonostante siano disponibili altri tipi di terapia.
Benefici dell’agopuntura sono stati evidenziati in numerosi, ma non in tutti gli studi randomizzati, molti erano studi con meno di 100 pazienti arruolati e alcuni studi sono stati eseguiti in pazienti sopravviventi al cancro e altri in pazienti riceventi trattamenti attivi (26).
Nello studio più ampio, 302 pazienti con carcinoma della mammella non metastatico che hanno completato la chemioterapia e che lamentavano almeno fatigue moderata (punteggio ≥ 5 in una scala da 0 a10) erano randomizzati a ricevere la terapia usuale con o senza agopuntura (27). I pazienti del gruppo terapia usuale ricevevano un opuscolo con informazioni circa la fatigue ed il suo trattamento, mentre il gruppo agopuntura riceveva sia l’opuscolo e una volta alla settimana il trattamento con agopuntura per sei settimane. L’endpoint primario era la fatigue a 6 settimane. L’agopuntura dava significativi benefici con una differenza a sei settimane di -3,11punti. Inoltre l’agopuntura forniva ulteriori benefici migliorando, oltre che la fatigue, anche l’ansia, la depressione e la qualità di vita.
Il maggior problema nell’interpretare tali risultati è la mancanza di una falsa agopuntura nel gruppo di controllo (28).
I benefici dell’agopuntura non sono stati confermati dai risultati preliminari di uno studio randomizzato che ha confrontato la vera agopuntura con la falsa agopuntura in 97 pazienti con fatigue correlata alla chemioterapia (29). In ambedue i gruppi il punteggio del Brief Fatigue Inventory è sceso di circa un punto e non c’erano differenze significative tra i due gruppi. Lo studio era limitato da un alto numero di pazienti che erano persi al follow-up.
Un altro studio era una metanalisi di 10 studi randomizzati dell’agopuntura per la fatigue cancro-correlata che includeva 1327 pazienti in cui l’agopuntura vera (somministrata variabilmente per 10-20 minuti a sessione da una a tre volte alla settimana per un periodo da 2 a 10 settimane) era confrontata con la falsa agopuntura (5 studi), la terapia usuale (8 studi) o l’American Ginseng (1 studio) (30). L’agopuntura aveva un marcato effetto sulla fatigue cancro-correlata sia nei sopravvissuti dal cancro (4 studi con differenza di -1,38 punti dal basale) e sia in quelli sottoposti a trattamento attivo (6 studi con differenza di -1,16). L’agopuntura mitigava con successo la fatigue cancro-correlata in confronto alla falsa agopuntura, ma l’effetto era minore (- 0,83) rispetto a quando l’agopuntura era confrontata con la terapia usuale (- 1,74) (24). Quindi l’agopuntura ha dato risultati contrastanti nel controllo della fatigue cancro-correlata.

Sintomi vasomotori

E’stato stimato che tra il 50% e il 75% delle donne in postmenopausa utilizzano terapie complementari o alternative per il trattamento delle vampate di calore e la prevalenza può essere anche più alta nelle donne affette da carcinoma della mammella in terapia ormonale. Per molte di queste terapie l’efficacia non è stata definita anche se studi selezionati riportano qualche beneficio. L’interpretazione dei dati disponibili è stata resa difficile dalle piccole dimensioni e la breve durata degli studi. Il placebo riduce le vampate di calore in circa il 50% delle pazienti quindi sono necessari studi randomizzati doppio cieco controllati per dimostrare l’efficacia di un qualsiasi trattamento.

L’agopuntura è tra le più frequenti terapie complementari usate per controllare le vampate di calore. In una revisione sistematica e metanalisi l’agopuntura era meno efficace della terapia ormonale sostitutiva (3 studi), non dimostrava efficacia differente dalla falsa agopuntura (8 studi), ma era statisticamente più efficace della non terapia (4 studi) (31).

I risultati con la falsa agopuntura sono stati variabili; molti studi sono limitati da uno scarso numero di pazienti e da difetti metodologici.
La migliore evidenza al momento che l’agopuntura non è più efficace del placebo (falsa agopuntura) deriva da uno studio randomizzato con falsa agopuntura come braccio di controllo in 327 donne peri o postmenopausali con vampate di calore moderate-severe, che erano assegnate a ricevere 10 sedute di agopuntura tradizionale cinese vs un trattamento di falsa agopuntura per oltre 8 settimane (32). Alla fine del trattamento il punteggio delle vampate di calore calcolato sulla base della frequenza ed intensità non era differente tra i gruppi (ambedue mostravano approssimativamente un 40% di miglioramento). Così come altre terapie non ormonali e complementari delle vampate di calore, l’agopuntura ha un importante effetto placebo, ma non ha dimostrato un addizionale beneficio rispetto alla falsa agopuntura. Risultati simili erano visti in un altro studio (33). Infine, l’elettroagopuntura sembrava essere efficace come la gabapentina per ridurre le vampate di calore, ma non era migliore della falsa agopuntura.

Xerostomia

La più comune complicanza a lungo termine della radioterapia e della chemioradioterapia per il cancro della testa e del collo è la xerostomia, cioè la secchezza della bocca, con saliva appiccicosa e aumentata necessità di idratazione orale, che è il risultato del danno alle ghiandole salivari.

L’entità di questo danno è dose dipendente. La disfunzione parotidea può essere rilevabile ad una dose media di 10-15 Gy; la somministrazione di una dose approssimativa media di 40-50 Gy causa tipicamente un 75% di riduzione della funzione della ghiandola parotide. Sebbene la xerostomia spesso migliori con il tempo rimane un problema di lunga durata e frequentemente permanente che impatta negativamente sulla qualità di vita.

Il trattamento dei pazienti con xerostomia include numerose manovre per stimolare il flusso della saliva dalla funzione residua delle ghiandole salivari.

L’agopuntura è una delle opzioni di trattamento quando altri trattamenti iniziali non sono stati efficaci o ben tollerati. Sebbene i dati disponibili siano limitati e diano risultati contrastanti, il rischio di danni è basso per pazienti che desiderano questa terapia. Ulteriori studi sono comunque necessari per confermare la durata dei benefici e validare la tecnica ottimale di agopuntura.

Per pazienti con xerostomia che abbiano almeno qualche residuo di funzione della ghiandola salivare molti studi randomizzati suggeriscono che l’’agopuntura determini una significativa palliazione della xerostomia con minima tossicità rispetto alla cura standard (34, 35). Per contrasto, altri studi falliscono di dimostrare un durevole beneficio, includente uno studio randomizzato che ha confrontato una stimolazione transcutanea elettrica del nervo (agopuntura like) versus stimoli farmacologici come la pilocarpina (36). D’altronde questa era meglio tollerata della pilocarpina che causa effetti collaterali colinergici.

Pochi studi includono un braccio di controllo con falsa agopuntura che limita l’interpretazione dei risultati (37). La tecnica ottimale dell’agopuntura non è stata stabilita ed i protocolli di trattamento sono eterogenei (38). Sebbene uno studio suggerisca benefici potenziali combinando un’agopuntura auricolare con quella tradizionale, il gruppo di controllo non riceveva una falsa agopuntura o altri interventi (39).

Ci sono limitati studi di alta qualità sull’uso dell’agopuntura per prevenire la xerostomia e quindi ulteriori studi sono necessari. In studi clinici randomizzati e controllati di pazienti con carcinoma rinofaringeo, la profilassi con agopuntura riduce i sintomi della xerostomia indotta da radiazioni e migliora il flusso salivare con uno studio che ha dimostrato un miglioramento precoce dei sintomi in 3 settimane che persiste fino a 6 mesi (40, 41). D’altronde questi dati sono soggetti ad errori in quanto la falsa agopuntura non era inclusa nel braccio di controllo di uno di questi studi (40).

Ansia, depressione e insonnia

L’agopuntura può essere offerta a donne con cancro della mammella per migliorare i sintomi di ansia post trattamento con qualità delle evidenze intermedia e forza della raccomandazione debole (42). Tre studi randomizzati hanno valutato l’efficacia dell’agopuntura per il controllo dell’ansia in pazienti con carcinoma della mammella stadio I-III dopo il trattamento. Tutti e tre gli studi che includevano 52-302 pazienti riportavano un miglioramento statisticamente significativo dell’ansia e della depressione misurato dall’Hospital Anxiety and Depression Scale con un miglioramento di circa due punti.

Uno studio randomizzato in 52 pazienti con cancro della mammella e insonnia valutava l’agopuntura auricolare (10 trattamenti in 5 settimane) versus una singola sessione psicoeducazionale con un opuscolo di consigli per l’insonnia. Dopo 5 settimane l’agopuntura determinava un significativo aumento nella qualità del sonno rispetto al gruppo della sessione psicoeducazionale così come un miglioramento dell’ansia e della fatigue.

D’altronde gli interventi erano eterogenei riguardo al braccio di controllo e ai metodi utilizzati (agopuntura standard, elettroagopuntura e agopuntura auricolare per 8 settimane). Ovviamente sono necessari più studi con elevato numero di pazienti, appropriata falsa agopuntura di controllo e l’inclusione di altre popolazioni di pazienti con cancro e sintomi dopo il trattamento di ansia, depressione e insonnia.

L’agopuntura è stata studiata anche per il trattamento dell’incontinenza urinaria precoce dopo prostatectomia radicale con elettroagopuntura (argomento trattato nel dicembre 2025 a cui si rimanda) e di altri sintomi come ad esempio della dispnea, del singhiozzo, della anoressia-cachessia, del linfedema e del tinnito ma in questi casi gli studi sono pochi, con pochi pazienti, spesso senza braccio di controllo, con scarse evidenze di efficacia, alti rischi di errori e spesso eseguiti in pazienti non oncologici.

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