Fausto Roila, Oncologo Medico, Perugia; Sonia Fatigoni, S.C. Oncologia, Ospedale, Perugia.


L’attività fisica ha numerosi benefici sulla salute, in particolare, l’abbassamento del rischio di malattie cardiovascolari, diabete, alcune neoplasie e della mortalità prematura. D’altro canto un’insufficiente attività fisica (stimata in 1 persona ogni 3 adulti in tutto il mondo) definita come il non raggiungimento della raccomandata attività fisica moderata-intensa per 150 minuti alla settimana (o per 75 minuti alla settimana di attività fisica vigorosa-intensa) incide per fino all’8% delle malattie non trasmissibili, miliardi di spese per la salute e perdite di produttività ogni anno.

Recentemente una revisione sistematica con metanalisi della letteratura pubblicata tra il 1.1.2014 e il 14.2.2025 ha esaminato la relazione tra il numero dei passi giornalieri misurati da un dispositivo ed i benefici di salute in termini di dose-risposta in 8 endpoint sotto riportati (studio PROSPERO) (1). Si è scelto questo periodo considerando che quasi tutti gli studi che hanno valutato la relazione tra il conteggio dei passi e i risultati in termini di salute sono stati pubblicati dopo il 2014.

Precedenti linee guida sull’attività fisica hanno enfatizzato il tempo speso in attività fisica di intensità moderata-vigorosa durante una settimana come endpoint primario per raccomandazioni quantitative. Il numero di passi/die è però più facilmente misurabile e comprensibile e può essere tracciato usando pedometri, accelerometri e altri traccianti l’attività. Nonostante alcune limitazioni, come l’incapacità di misurare certi tipi di attività, ad esempio l’andare in bicicletta o fare attività in sedia a rotelle, il conteggio dei passi giornalieri cattura le attività ambulatoriali in base all’intensità e alla cadenza (velocità di passo). Ciò lo rende un promettente endpoint supplementare o alternativo per raccomandazioni sull’attività fisica con evidenze fino recentemente non considerate nelle linee guida.

Gli 8 risultati in termini di salute valutati rispetto al numero di passi giornalieri includevano tutte le cause di mortalità, malattie cardiovascolari (incidenza e mortalità), cancro (incidenza e mortalità), diabete di tipo 2 (incidenza), stato cognitivo (funzione, declino e demenza), risultati sulla salute mentale (ansia e depressione), funzionalità fisica (mobilità o limitazioni funzionali) e cadute. Un endpoint secondario investigava la relazione tra la cadenza e i risultati sulla salute dell’attività fisica.

Inclusi nella revisione sistematica erano 57 studi con 35 coorti e nella metanalisi 31 studi con 24 coorti.

Lo studio evidenziava una associazione dose-risposta inversa non lineare per tutte le cause di mortalità, incidenza e mortalità da malattie cardiovascolari, mortalità per cancro, demenza e cadute con un punto di flesso a circa 5000-7000 passi al giorno. Inoltre un’associazione inversa lineare era trovata per l’incidenza di cancro, diabete di tipo 2 e per sintomi depressivi.

Sulla base della metanalisi un conteggio di 7000 passi die, rispetto a 2000 passi die, era associato con una riduzione del rischio di mortalità da tutte le cause del 47% (HR 0.53, I2=36%, 14 studi), del rischio di incidenza di malattie cardiovascolari del 25% (HR 0.75, I2=38%, 6 studi), del rischio di mortalità per malattie cardiovascolari del 47% (HR 0.53, I2=78%, 3 studi), del rischio di incidenza di cancro del 6% (non significativo, HR 0,94, I2=73%, 2 studi), del rischio di mortalità per cancro del 37% (HR 0.63, I2=64%, 3 studi), del rischio di diabete di tipo 2 del 14% (HR 0.86, I2=48,5%, 4 studi), del rischio di demenza del 38% (HR 0.62, I2=0%, 2 studi), del rischio di depressione del 22% (0.78, I2=36%, 3 studi) e del rischio di cadute del 28% (HR 0.72, I2=47,5%, 4 studi). Studi sulla funzione fisica (non basati sulla metanalisi) riportavano una simile relazione inversa. L’evidenza era moderata per tutti gli outcomes eccetto per la mortalità da malattie cardiovascolari (bassa) l’incidenza del cancro (bassa), la funzione fisica (bassa) e le cadute (bassa). La relazione tra cadenza e risultati sulla salute è limitata tanto da non consentire raccomandazioni. L’I2 statistico era usato per stimare l’eterogeneità degli studi: tra 0% e 40% eterogeneità non importante, 30%-60% eterogeneità moderata, 50%-90% eterogeneità sostanziale e 75%-100% eterogeneità considerevole. Nello studio eterogeneità moderata era evidente per alcuni risultati inerenti, ad esempio, le malattie cardiovascolari ed i tumori.

Le conclusioni dello studio erano che nonostante 10.000 passi al giorno sia un obiettivo praticabile per coloro che sono più attivi, 7000 passi al giorno sono associati con miglioramenti clinicamente rilevanti dei risultati di salute e potrebbero essere un obiettivo più realistico da raggiungere. Anche un conteggio di passi al giorno di 4000 evidenziava benefici. Andando oltre i 7000 passi i benefici continuavano ad aumentare per alcune condizioni ma si sono stabilizzati per molti risultati.

Questi risultati dovrebbero essere interpretati alla luce delle limitazioni quali lo scarso numero di studi disponibili per molti risultati, l’eterogeneità degli studi in alcuni sottogruppi di persone, la mancanza di un’analisi età specifica e bias a livello dei singoli studi e bias di confondimento.

Bibliografia

  1. Ding D, Nguyen Health B, Nau T, et al. Daily steps and health oucomes in adults: a systematic review and dose-response meta-analysis. Lancet Public Health 2025; 10: e668-81.


Condividi