A cura del Prof. Fausto Roila
La cachessia da cancro è una sindrome multifattoriale frequente in pazienti con neoplasie avanzate (circa il 50% dei pazienti metastatici, specie carcinomi del polmone, stomaco e pancreas) caratterizzata da perdita dell’appetito, perdita di peso, diminuita funzionalità, ridotta tolleranza ai trattamenti antitumorali, peggioramento della qualità di vita e diminuita sopravvivenza.
L’anoressia-cachessia storicamente risponde poco alle terapie farmacologiche e nessuna delle tante studiate è stata approvata dalla FDA o altro ente regolatorio se non l’anamorelina che è approvata in Giappone. Eccetto il caso dell’anamorelina, nella maggior parte dei casi gli studi eseguiti sulla olanzapina e mirtazapina sono studi monocentrici, non sponsorizzati dall’aziende farmaceutiche, con arruolamento di pochi pazienti e tanti potenziali bias che spesso rendono difficile l’interpretazione dei risultati.
Le linee guida dell’ASCO aggiornate nel 2023 hanno raccomandato come prima linea di trattamento l’uso a basse dosi di olanzapina, che in uno studio ha dimostrato di migliorare notevolmente rispetto al placebo l’aumento del peso corporeo, l’appetito e la qualità di vita dei pazienti. Inoltre le basse dosi proteggono il paziente dalla sedazione che è tuttora il problema del farmaco quando l’olanzapina è utilizzata a dosi di 5 o 10 mg die.
Considerando il non interesse della industria farmaceutica a guidare la ricerca clinica sull’olanzapina (brevetto del farmaco scaduto da tempo e basso costo) bene ha fatto l’ASCO a raccomandarne l’uso a basse dosi. Certo è un farmaco off-label ma è possibile richiederne l’inserimento nella 648 per tutelare coloro che lo prescriveranno e per i pazienti con neoplasia metastatica e anoressia-cachessia che ne hanno tanto bisogno e che, come alternativa, hanno a disposizione farmaci poco efficaci e talora con elevata tossicità.
La ricerca sulla mirtazapina, nonostante aumenti il peso corporeo e l’appetito quando utilizzato come antidepressivo, non ha dato finora i risultati sperati nel trattamento della anoressia e cachessia, anzi gli studi hanno dimostrato una attività simile al placebo e inferiore o simile al megestrolo.
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